giovedì 17 aprile 2008

Il Conversion Thursday inaugura la sua pagina web

E' online il sito del Conversion Thursday dedicato al mondo del SEO. Ogni secondo giovedi' del mese professionisti del settore dell'analitica web si radunano a Barcellona per parlare di problematiche di SEO/SEM. La partecipazione all'evento è gratuita.

domenica 10 febbraio 2008

Conversion Thursday e alcuni cenni sulle conversioni

Lo scorso giovedi' è cominciato un importante evento a Barcellona per i fanatici di SEO. E' stato infatti organizzato il primo Conversion Thursday (Giovedi delle Conversioni, in un certo senso sarebbe la traduzione) con la finalità di mettere in contatto professionisti del settore, esperti di analitica web e marketing online, e aprire così un dibattito sulle tecniche attuali di SEO/SEM, scambiandosi opinioni ed esperienze. Ancora non abbiamo parlato di conversioni qui su SEO-Fanatic. Vorrei dire ora due parole su questo argomento che è estremamente importante. In realtà credo di aver detto qualcosa nei primissimi articoli. Una conversione è una percentuale che mi dice quanta gente compie una certa azione che definisco io e che può essere per esempio la registrazione alla web o l'effettuare un acquisto. Ogni volta che si compie l'obiettivo assegnato, quella è una conversione. Se entrano nel mio sito 100 persone e fisso come obiettivo la registrazione, se per esempio 3 persone alla fine effettivamente si registrano, diciamo che ci sono state 3 conversioni e quindi nel nostro caso un tasso del 3% di conversione: per 100 che entrano, 3 alla fine si convertono, appunto, in utenti registrati. Il concetto è evidentemente molto semplice, non bisogna essere esperti di SEO per capirlo. Il problema è come ottimizzare la web in maniera tale da migliorare le nostre conversioni, e come fare un tracking, un controllo delle conversioni. Ad esempio sarebbe interessante sapere quelli che si registrano chi sono, analizzare i loro profili, da dove si stanno connettendo, con quali parole chiave ci hanno trovato su google, se si sono registrati da dove hanno avuto accesso alla pagina di registrazione... L'analitica web è essenziale in tutto questo e nei prossimi anni si creeranno sempre più posti di lavoro intorno a questa funzione. Immaginate ad esempio che dei tre utenti che si sono registrati che dicevamo prima, tutti e tre abbiano avuto accesso al modulo di registrazione cliccando su un banner anziché su di un link. Potremmo così renderci conto ad esempio che per certi messaggi i nostri utenti preferiscono i banner ai testi semplici. Oppure ancora all'inverso: la gente potrebbe aver cliccato solo su un link e aver trascurato un banner, che per quanto grande potrebbe essere stato percepito come pubblicità anziche come maniera interna di promuovere un'azione nella nostra web. Vedremo come fare tutto questo. Con Google Analytics si possono definire gli obiettivi nelle impostazioni della web. Se si tratta di una registrazione dovremo dire a Google come si svolge il processo di registrazione, dirgli qual'è la prima pagina a cui un utente che deve registrarsi ha accesso e qual'è la pagina di conferma di avvenuta registrazione: quest'ultima è quella che definisce in un certo modo il raggiungimento dell'obiettivo, ossia ogni volta che, facendo quel processo, si arriva a quella pagina, abbiamo raggiunto l'obiettivo e possiamo allora parlare di conversione. Le conversioni, vedremo anche, possono essere lette tanto in numeri assoluti (5 conversioni al giorno ad es.) come in numeri relativi (un tasso del 7,54% di conversioni), in maniera da poter legare l'evoluzione della web anche alle conversioni: con un traffico di 100 utenti al giorno abbiamo 2 conversioni, con un traffico di 200, supponendo lo stesso tasso di conversione, potremmo avere fino a 4 utenti registrati. Ovviamente per aumentare il numero di conversioni, abbiamo una serie di strade che possiamo percorrere: 1. evidentemente aumentare il traffico della web (aumenta le conversioni a livello assoluto), 2. ottimizzare la web in maniera tale da influire sul tasso di conversione (aumentano le conversioni tanto a livello relativo come a livello assoluto), 3. fare entrambe le cose, ossia da una parte lavorare con volumi di traffico crescenti, dall'altra ottimizzare la web. Occorre ad ogni modo tempo e pazienza. Ma torniamo un moemento a parlare del Conversion Thursday. Tutti i professionisti del settore sono invitati a partecipare. L'evento si tiene a Barcellona ogni secondo giovedi del mese (l'evento inaugurale è stato il primo del mese). Organizzano Atrapalo.com (che ora sta entrando anche nel nostro paese con il sito afferralo.com) e Web-Analytics.es, una società di consulenza nell'analitica web. Tra gli ospiti del primo meeting c'erano i responsabili di marketing online di Vueling, Intervida (che è una ONG catalana diventata una importante realtà internazionale nell'ambito dei progetti umanitari nel terzo mondo), Intercom, Atrapalo, e altre società di consulenza. E' stato un incontro interessante, ho potuto conoscere molte persone (ad alcune ho anche inviato il mio curriculum per vedere se ci possono essere occasioni lavorative assieme), e ci siamo scambiati opinioni: abbiamo parlato delle prossime sfide di internet. Nei prossimi anni Internet andrà sempre più verso l'intelligenza artificiale, con sistemi che saranno in grado di capire in tempo reale il comportamento dell'utente e di agire di conseguenza, analizzando anche le sue azioni passate. Tutto questo dovrà tuttavia scontrarsi con un grave problema che finora è stato semitrascurato e che si presentarà in maniera più decisa nei prossimi anni e che è il problema della privacy. Le imprese ci prendono troppe informazioni di cui noi utenti non siamo ben consapevoli. Questo prima o poi dovrà finire, o per lo meno dovrà essere gestito in maniera diversa da come lo si è fatto fino ad oggi. La mia paura è che Internet, mezzo di comunicazione superpotente e al tempo stesso democratico (oggi chiunque, almeno nei paesi occidentali, può registrarsi a un sito come blogger e scrivere il suo blog con tutto ciò che pensa), possa alla fine convertirsi in un mezzo autoritario, in cui alcuni soggetti detengono troppa informazione sulle persone. Il rischio è che Internet metta a rischio la democrazia: sembra paradossale però è così. Quando qualcuno ha delle informazioni confidenziali su di te, è chiaro che ha un vantaggio, se per di più non sai nemmeno quali informazioni ha, peggio mi sento.

lunedì 4 febbraio 2008

Si sta parlando della mia marca? Come misurare gli effetti di una campagna online

Ogni volta che lanciamo una campagna online, è chiaro che avremo una serie di effetti. Non solo avremo più visite sul nostro sito (più o meno, a seconda della bontà della campagna), ma creeremo anche una serie di - potremmo definirli - effetti collaterali. Se lancio un nuovo prodotto, è facile immaginare che la gente, oltre ad accedere alla mia web, comincerà a cercare informazioni anche su altri siti, per capire se il prodotto che offriamo è davvero quell'ottimo prodotto che nella pubblicità affermiamo. E' interessante a questo proposito accedere a siti come ad esempio Ciao o Kelkoo che offrono servizi di comparazione di prezzi e scambio di opinioni tra consumatori per vedere cosa si dice dei nostri prodotti. Entrando su Ciao, cercando informazioni su un pocketpc, ho trovato ad esempio un tizio che si lamentava di un modello in particolare, il Qtek9090: http://www.ciao.it/Qtek_QTEK_9090_Contract__480038. Certo, spesso è la concorrenza che alimenta le cattive impressioni su certi prodotti, cercando di danneggiare l'immagine di marca altrui col fine di trarne beneficio però si tratta di casi che, per quanto possano essere numerosi, sono comunque pur sempre limitati nel grande oceano che è la Rete. Un'altra maniera per analizzare gli effetti di una campagna è quella di entrare in Google Trends e vedere se c'è qualche cambio di tendenza, se ad esempio la mia marca, dopo la campagna, è più ricercata sul motore rispetto a quanto lo fosse prima. Scrivendo le parole chiave che vogliamo cercare separate da una virgola possiamo non solo vedere i volumi di ricerca nel corso del tempo e quindi le tendenze, ma anche fare paragoni tra più parole chiave (tra varie marche ad es.), vedere se si cerca di più in una certa zona geografica piuttosto che in un'altra e addirittura legare i volumi di ricerca a determinate notizie che potrebbero aver determinato dei picchi nei livelli normali di ricerca (ad es. tutti cercheranno notizie su Madonna se si viene a sapere che durante un concerto si è crocefissa tipo Cristo). Quando lavoravo sul portale di ricerca del lavoro, laboris.net, terzo portale in Spagna dopo Infojobs e Infoempleo, ricordo che analizzammo i volumi di ricerca delle seguenti "chiavi": ofertas de trabajo e ofertas de empleo. Letteralmente sarebbero offerte di lavoro e offerte di impiego. Ai lettori italiani questo può suonare una cavolata perché in Italia nessuno cercherebbe offerte di impiego, tutti cercherebbero solo offerte di lavoro, però in Spagna le due chiavi sono usate in maniera indifferente, tanto che i volumi di ricerca sono più o meno gli stessi. Tuttavia, vedendo il grafico di Google Trends, notiamo che durante il 2007 c'è stata una leggera inversione di tendenza: se prima le due chiavi erano una l'ombra dell'altra e in genere prevaleva anche se di poco ofertas de empleo, nel 2006 e poi nel 2007 ofertas de trabajo comincia a distanziarsi poco a poco da ofertas de empleo.
E' un aspetto assolutamente interessante, perché sappiamo che se vogliamo posizionarci correttamente sui motori di ricerca dobbiamo sapere quali sono le tendenze in atto per certe parole. E se vediamo che la gente cerca di più qualcosa, allora dobbiamo assolutamente farci trovare per quel qualcosa, altrimenti rischiamo di perdere la partita. Torneremo a parlare di Google Trends in futuro quando parleremo di SEO (Search Engine Optimization).
Un altro strumento che possiamo usare per misurare gli effetti di una campagna online e la notorietà di marca è Blogpulse Trend di Nielsen, che analizza in un certo senso ciò che si scrive su Internet, anziché i volumi di ricerca, e quindi ciò che dicono i blogger, ciò che scrivono i giornali online, i forum di discussione, i newsgroups... Peccato che né Google né Nielsen ci possano dire per ora se di noi si parla bene o si parla male. Anche se in futuro sono convinto che l'intelligenza artificiale arriverà anche a questo e potremo così sapere in tempo reale se e quanti stanno parlando male di noi e come questo affetta al nostro business. Concetti che oggi sono forse più astratti che reali, ma che un domani sapremo maneggiare tranquillamente.

lunedì 28 gennaio 2008

URL investigator

Salve a tutti, oggi scrivo poche righe anche perché è un po' tardi e vorrei andare a dormire ;-)) Poco fa, navigando, mi sono imbattuto in un sito interessante, chiamato URL Investigator (http://www.urlinvestigator.com/) e ho pensato di segnalarvelo. Si tratta di una web in cui potete scrivere l'indirizzo di un sito e automaticamente vi calcola per quella URL il Page Rank, il Ranking di Alexa e altre cosette, come ad es. il titolare del dominio. Più che altro è utile avere un'unica pagina in cui fare tutto questo. Se qualcuno conoscesse qualche altro servizio simile a questo, ogni segnalazione è benvenuta :-)) Bueno, me voy a la cama! Alla prossima...

martedì 22 gennaio 2008

Installare Google Analytics, altre considerazioni (a cura di Ferriol Egea)

Nella lezione precendente, abbiamo visto come installare in maniera molto semplice e intuitiva Google Analytics. Vorrei ora riportarvi anche un intervento di Ferriol a proposito di questo, tratto dal suo blog (Trucos Google Analytics).

Innanzitutto vorrei ringraziare tutti quelli che stanno leggendo questo blog e coloro che mi stanno menzionando nelle loro web, dal momento che questo è per chi scrive una gran bella soddisfazione … Vorrei ringraziare in modo particolare Pere Rovira, Antonio Ortiz e Spamloco.

Alcuni di coloro che arrivano a questo blog utilizzano keywords del tipo “come mettere google analytics nel mio sito”. E' curioso, no? Certo sarebbe interessante sapere che vogliono dire con questo, ossia se si riferiscono a mettere semplicemente il codice nelle loro pagine (questo l'abbiamo visto nella precendente lezione, ndr), oppure se quando parlano di questo vogliono sapere qualcosa di più, cioè come implementarlo a un livello più avanzato, usando per esempio i filtri, gestendone gli accessi...

Dico questo perché è praticamente alla base del mio blog e di come lo volevo strutturare: ossia da una parte facendo riferimento a aspetti basici di Google Analytics, dall'altra ricorrendo a soluzioni un po' più avanzate, trucchi più o meno complessi per gestire tale strumento di analisi.

In realtà poi mi son reso conto che questo blog va anche risolvendo poco a poco quelli che sono i vostri dubbi, analizzando le parole chiave con cui la gente è entrata per vedere cosa domanda il mio pubblico, in funzione anche dei bounce rate (tassi di abbandono). E' chiaro che se ci sono alti tassi di abbandono, devo immaginare che chi è entrato aveva un interesse che io non sono riuscito a soddisfare e per questo se n'è andato: dovrò quindi lavorare affinché ciò non si ripeta e chi entra trovi finalemente ciò che cerca. Ho una lista molto lunga di articoli da scrivere... Il che è ovviamente una bella sfida...

Ma andiamo al "grano" come si dice in Spagna: “Come installo Analytics nella mia web?"

Innanzitutto creiamo un account Gmail. Una volta ottenuto, dobbiamo creare un profilo web e assegnargli una url (ossia l'indirizzo della pagina web : www.tupagina.com), definendo anche il paese in cui ci troviamo e il fuso orario.
Fin qui tutto semplice, no?


Una volta fatto ciò, come lo mettiamo nella web?

Immagino che qui avremo principalmente due profili di utenti: imprese piccole e medie (PMI in Italia, ndr) e grandi imprese, in cui il Dipartimento di Marketing sarà chi aprirà e gestire l'account Google Analytics e dovrà passare questo codice al Dipartimento di Programmazione….

Y altre imprese più piccole, ONG, associazioni, utenti con pagine web private o blog che per qualche momento dovranno improvvisarsi tecnici.

Ad ogni modo è sempre bene sapere passo per passo ciò che stiamo facendo, tenendo presente, che a seconda della piattaforma web in cui ci muoviamo, certi procedimenti possono essere diversi...

Una volta creato l'account gmail e il profilo web, Google ci presenta una pagina con del codice che dobbiamo mettere nel nostro sito.

Bisogna collocare il codice in tutte le pagine che vogliamo tenere sotto controllo.

Il codice va inserito tra i tags html, né prima, né dopo.

Attenzione tutti coloro che usano piattaforme CMS (Content Management System).…dovrete cercarvi il “footer”, il piè di pagina condiviso da tutte le pagine dell'applicazione, in maniera da mettere li' il vostro codice. Questo avviene per esempio con il miglior CMS del 2006-2007, Joomla. In questo caso, entrate nel server con il vostro programma FTP, andate alla cartella “templates” e aprite il file “footer.php”.

Nel caso di Word-press, invece, è necessario installare un plugin, e inserire il codice di Google Analytics direttamente dal menu dell'amministrazione.

E ora, off course, una volta installato, dobbiamo accertarci che stia funzionando correttamente . Se torniamo al nostro pannello di controllo di Google Analytics vedremo come Google mostri un avviso che sta ricevendo correttamente i dati, altrimenti, come mostra l'immagine, la cella si evidenzierà in rosso, avvisandoci che c'e' qualche errore nell'inserimento del codice.

Una volta finito tutto il processo, con un po' di pazienza Google comincerà a trasmetterci i dati relativi alla nostra web. E' a questo punto che entriamo in un mondo affascinante, in cui potremo fare moltissime cose, segmentazioni di utenti, integrazione con Google Adsense e tanto altro ancora.

Vedremo questo e molto altro nei prossimi articoli….

Immagino che la maggioranza di voi sia riuscita a installare Google Analytics in maniera semplice, senza ricorrere ai tecnici, o mi sbaglio? :-))

Google Analytics/1

In questa prima lezione su google analytics faremo una breve panoramica del prodotto e vedremo quanto sia semplice la sua installazione. Google analytics è un potente strumento che vi consente di analizzare i principali indicatori della vostra web: utenti unici, sessioni, pagine viste, tempo medio della visita, luoghi geografici da cui è stato effettuato l'accesso, browser utilizzati con indicazione delle versioni, delle relative lingue e risoluzioni, tasso di abbandono della web, raggiungimento degli obittivi (ad es. l'aver portato a termine il processo di registrazione)... L'applicazione fa anche un ampio ricorso alle grafiche in maniera che si possa vedere chiaramente l'evoluzione di ogni variabile nel corso del tempo. Inutile dire quindi che con google analytics si possano scegliere tutti gli intervalli di tempo che vogliamo permettendoci così di avere non solo una visione giornaliera della web, ma anche settimanale, mensile, annuale o secondo l'intervallo da noi scelto (2 gg piuttosto che 500). E'altresì possibile paragonare diversi intervalli di tempo per cogliere ad es. effetti legati alla stagionalità o per scoprire problemi che possono essere avvenuti sulla web legati ad esempio a cambi di scripts, perdita della connettività... Vedremo nelle prossime lezioni meglio in dettaglio le singole sezioni che compongono google analytics, per ora limitiamoci a vedere come installarlo sulla nostra web e cominciare così a raccogliere i dati. Per prima cosa apriamo un account gmail‚ quindi, con la nostra bella mail di google entriamo in google analytics e, nella sezione Impostazioni Analytics, clicchiamo su Aggiungi Profilo Sito web. Accediamo a una pagina in cui ci si chiede di mettere l'indirizzo della nostra web (http://www.miosito.com). Lo mettiamo e clicchiamo su Continua. A questo punto Google ci fornisce un codice (nell'ultima immagine lo si vede selezionato in celeste) che dovremo inserire nelle pagine del nostro sito, in ciascuna di esse affinché il sistema possa fare un tracking preciso degli accessi. Ovviamente per ragioni di comodità con un semplice include possiamo risparmiare molto tempo, ragion per cui il consiglio è di mettere questo codice direttamente nel footer (pie di pagina) della web che in genere è condiviso da tutte le pagine. Cliccando su Fine, l'installazione può dirsi completata e Google comincerà a raccogliere i dati, che tarderanno alcune ore prima di essere disponibili.

mercoledì 16 gennaio 2008

Il miglior portale di annunci al mondo: Craig's list (di Ferriol Egea)

Stavo leggendo un articolo di David Martín sui portali immobiliari, in cui si analizzano i leader di mercato in Spagna: Fotocasa (appartenente al Gruppo Anuntis Segundamano) e Idealista. Leggengo l'articolo mi è venuto in mente Craig´s list. Per me è senza alcun dubbio il miglior sito di annunci al mondo.

Siete mai entrati in Craig´s lit? Se ancora non l'avete fatto, fatelo immediatamente perché altrimenti sarà un po' difficile continuare a leggere questo articolo.

Se invece siete già entrati ne sarete rimasti a dir poco shockati…. di sicuro avrete pensato "Ma che diavolo si è bevuto Ferriol per dire che questo è il miglior sito di annunci?"

Craig´s list è il sito di annunci con più visite al mondo. Sul modello di Craig´s list si sono costruite una serie di altre pagine come ad esempio loquo.com, mundoanuncio.com, planetanuncios.com.

Tuttavia nessuno di questi portali si è anche solo avvicinato agli enormi numeri di Craig´s list. Secondo Martin Varsavsky, in un più che interessante articolo che vi consiglio di leggere, Craig´s list ha 10 milioni de visitatori unici al mese, 5 miliardi di pagine viste al mese, ed è la web numero 38 a livello mondiale e la numero 8 negli USA.

Craig´s list è il trionfo dell'usabilità. Non ci sono immagini o funzionalità che disturbino l'interfaccia grafica (banners, etc..). Nessuno gli darebbe un euro eppure il sito ha un enorme potenziale. Pensate che dietro Craig´s list ci sono appena 25 lavoratori e buona parte dei proventi, anziché essere investita per fare il mostro più grande, viene donata ad opere di carità. La maggioranza degli annunci è gratuita. Si paga solamente in alcuni casi, come ad esempio per pubblicare un'offerta di lavoro in certe zone, ad es. San Francisco.

Ho una grande ammirazione per Craig´s list. Ne sono venuto a conoscenza più di un anno fadurante un seminario di Eduardo Manchón sull'usabilità.

La lezione che ci dà Craig's list a livello di web è che non è necessario avere un sito potente a livello estetico, quanto piuttosto una web che sia ottimizzata per i motori di ricerca e che svolga bene le sue funzioni: in questo caso in particolare pubblicare annunci tanto di privati come di imprese e poter trovare ciò che si cerca e contattare in maniera semplice chi ha pubblicato l'annuncio, tanto privato come impresa. E' una web FACILE, però sicuramente la percentuale di abbandono sarà bassa e il tasso di conversione molto alto.

Craig´s list ha principalmente due grandi competitors: olx e ebay. Olx compró, tra gli altri, mundoanuncio.com mentre ebay ha comprato loquo.com, gumtree.co.uk e molti altri.

Mundoanuncio è il leader in Spagna. Subito dopo vengono Segundamano e Loquo. Curioso il caso di Segundamano, che dopo essersi fuso con compraventa.com, ha sorpreso i suoi visitatori cambiando totalmente il modello di business: ora per pubblicare un annuncio si paga.

Craig´s list è l'esempio della miglior strategia seo e di una usabilità ben pensata (ogni bottone, ogni parola, qualsiasi altro elemento è pensato per essere compreso bene dall'utente). Nel mondo online, i siti competono e fanno tutti più o meno le stesse coseperò le fanno tutti in maniera uguale?

Sicuramente Craig, ossia colui che montò Craig´s list, è uno dei migliori analisti web al mondo, che, sperimetando, analizzando, facendo ritocchi e infine ottimizzando, realizzò la sua web e la fece diventare il miglior portale di annunci. Y se proprio non ci credete, andate a controllare su Alexa.com e poi ditemi…


Visto che ci stiamo, volevo commentarvi anche un progetto di annunci di compravendita che, assieme ad un amico stiamo portando avanti. Si chiama pimpam.net e si basa sul modello di Craig's list. Il mondo degli annunci online è davvero appassionante.

(Traduzione a cura di Francesco Grisanti; testo originale su http://trucosgoogleanalytics.com/?p=22)